MA DELPINI HA CONTESTATO IL PAPA?
A
beneficio di quanti, magari un po’ troppo frettolosamente, hanno pensato che le
parole pronunciate da monsignor Mario Delpini alla celebrazione della festa di
Sant’Abbondio relativamente alla nomina a cardinale del vescovo di Como Oscar
Cantoni fossero di critica a Papa Francesco per questa sua decisione
(preferire, cioè, il vescovo di Como e non lui stesso, monsignor Delpini in
qualità di arcivescovo metropolita, come nuovo cardinale), sottolineo alcuni
passaggi che potrebbero dare un’interpretazione diversa. Delpini, dopo aver augurato
a monsignor Cantoni di poter vivere al meglio la sua nuova condizione
ministeriale a partire da un rapporto più intenso col Papa, ha espresso al
pontefice tutto il suo affetto e la sua gratitudine per questa sua decisione.
Ha poi definito “sfacciate” le persone che si sono chieste il perché Papa
Francesco non ha scelto lui, Delpini, in quanto metropolita, come nuovo
cardinale, rammentando loro che è sempre difficile interpretare il pensiero di
un Papa, ricorrendo a qualche aneddoto ironico, accusando indirettamente costoro di essere anche arroganti e presuntuosi. Ne ha difeso la scelta
sostenendo, al contrario di quanto pensano e dicono quegli “sfacciati”, che
essa rivela chiaramente la sapienza del Papa, cioè la saggezza, che è molto di
più dell’intelligenza. E ha tentato di darne alcune motivazioni: la necessità
di non sovraccaricare l’arcivescovo di Milano di ulteriori impegni (l’arcidiocesi
di Milano è una tra le più complicate al mondo, con un numero altissimo di
sacerdoti diocesani da gestire per non parlare dei problemi pastorali che sono
immensi) collegata a una seconda motivazione, espressa con un taglio più
ironico (la difficoltà di impegnarsi in una prospettiva di Chiesa universale
essendo già impegnato in quella ambrosiana), e poi la predilezione per gli “ultimi”,
i “perdenti” (anche qui ricorrendo all’ironia nel riferirsi al minor blasone
calcistico del Como rispetto alle squadre milanesi), che deve
contraddistinguere l’esempio di ogni cristiano. Un invito, questo di Delpini,
agli “sfacciati” a leggere questa nomina al tempo stesso come la predilezione
di Cristo per gli “ultimi” rispetto ai più “titolati”, e come un richiamo che è
ancora un augurio per Oscar Cantoni a saper vivere questo significato della sua
nomina cardinalizia, e, quindi, di spenderla non secondo le logiche umane di natura
carrieristica, ma come un ulteriore incentivo a dare tutto sé stesso, appunto,
agli “ultimi” e ai “perdenti”. Nella Chiesa, infatti, conta di più non chi ha grandi
titoli, ma chi maggiormente praticato la logica del servizio incondizionato per
tutti. A partire dagli “ultimi” e dai “perdenti”.
Siamo proprio sicuri che Delpini ha voluto contestare la decisione di Papa Francesco?
Siamo proprio sicuri che Delpini ha voluto contestare la decisione di Papa Francesco?
R.M.
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