GUERRA RUSSO-UCRAINA:
IL PUNTO DELLA SITUAZIONE AL 5° MESE DI GUERRA/2
GLI STATI UNITI: L’UNICO OCCIDENTE

 Tra i contendenti di questa guerra, ci sono gli Stati Uniti che rappresentano l’unico Occidente, dal momento che l’Unione Europea, debole e divisa, nella sua irrilevanza si è appiattita alla linea di Washington. Del resto non è un mistero che, storicamente, il legame fra americani ed europei era costituito più dall’esistenza di un comune nemico che da una vera, ampia convergenza di interessi. Gli Stati Uniti non hanno mai voluto che l’Unione Europea diventasse un’entità politica. Quando gli europei ci andarono vicini col dibattito sull’esercito comune europeo (la Comunità Europea di Difesa, CED) pianificando, oltre a questo, un’unione politica federale, fu la forzatura americana contro i riluttanti francesi a far saltare tutto. In Francia il dibattito si era arenato dopo la sconfitta di Dien Bien Phu, che comportava l’inizio della fine del suo impero coloniale: i francesi non vedevano di buon occhio un impegno europeo a detrimento di un rafforzamento nazionale. Il segretario di Stato americano John Foster Dulles minacciò, allora, i francesi dicendo loro che se non avessero approvato in tempi rapidi la CED gli Stati Uniti si sarebbero schierati massicciamente in termini economici e militare con l’allora Germania Federale. Un ultimatum, un intervento a gamba tesa che irrigidì i francesi che affossarono la CED e l’unione politica. Coerentemente con quanto annunciato, negli anni successivi gli americani appoggiarono la Germania Federale a scapito della Francia nazionalista di De Gaulle approfondendo la divisione europea, e si servirono degli inglesi, una volta entranti nell’allora Comunità Economica Europea (CEE), per sabotare ogni progresso verso un’unione politica. L’Europa doveva rimanere uno spazio economico favorevole al mercato americano, ma sempre sotto il controllo militare statunitense attraverso il braccio armato della Nato. La crisi degli euromissili fu risolta grazie agli americani e al loro peso politico e militare, non alla CEE. Crollata l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti forzarono la creazione di un ordine internazionale unipolare nel quale ritagliarsi il ruolo di “poliziotti del mondo”. In questa strategia non c’è mai stato spazio per un’entità politica europea che si smarcasse dalla loro dipendenza. Il progetto di Mitterand di una confederazione europea allargata ai Paesi dell’est europeo con la quale coinvolgerli da subito nella Comunità europea con un ruolo attivo prima di una loro adesione fu mandato a monte dagli americani che offrirono a quei Paesi un rapido ingresso nella NATO, in modo che non avessero bisogno di spingere verso un’unione europea politica e militare. E proprio attraverso la Nato gli americani umiliarono le ambizioni europee di integrazione e di autonomia politica e militare intervenendo in Kosovo, Afghanistan e Libia. Sia Bush jr che Obama fecero di tutto per dividere i Paesi dell’Unione Europea (ricordiamo il primo quando etichettò “vecchia Europa” quel gruppo di Paesi ostili alla seconda guerra del Golfo) promuovendone, all’occasione, politiche unilaterali (l’intervento in Libia di Francia e Inghilterra che causò la caduta di Gheddafi). Politica proseguita con Trump col suo unilateralismo (ricordiamo gli elogi a Giuseppe Conte che guidava il governo euroscettico di Lega e Movimento Cinque Stelle, e i rimbrotti ad Angela Merkel) e da Biden con la guerra in Ucraina: la forzatura intransigente antirussa della riunione Nato a Ramstein ha scavalcato, diviso e messo all’angolo gli europei. Lo scopo del suo viaggio in Medio Oriente non era quello di aiutare i Paesi dell’Unione, ma a convincere gli arabi a pompare più petrolio per abbassarne il prezzo e ridare fiato all’economia americana minata dal carovita inflattivo in previsione delle difficili elezioni di mid term. I Paesi dell’Unione Europea hanno gravi responsabilità per non essersi mai emancipati dall’ombrello egemonico americano. Ma non illudiamoci sulla reale intenzione degli Stati Uniti di perseguire i nostri interessi. Così sarà finché a rappresentare egemonicamente l’Occidente saranno loro.

 

R.M.

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