ALLE
ORIGINI DEL PELLEGRINAGGIO PENITENZIALE
Il pellegrinaggio di Papa
Francesco in Canada è destinato a entrare nella storia della Chiesa: è stato,
infatti, il primo pellegrinaggio di natura eminentemente penitenziale da parte
di un pontefice. Nell’occasione, si è trattato di offrire il perdono della
Chiesa per gli abusi commessi dai cattolici ai danni dei bambini indigeni
commessi nelle scuole residenziali: molti di loro furono strappati alle proprie
famiglie e costretti ad abbandonare la propria lingua, la propria religione e
il proprio modo di vivere per conformarsi alla cultura europea. Alcuni, inoltre,
furono anche vittime di abusi fisici e sessuali. Chi contesta l’opportunità di
questo pellegrinaggio dimentica due cose: anzitutto, che per testimoniare la
sua fede, la Chiesa deve offrire esempi di perdono senza se e senza ma. In
secondo luogo, Papa Francesco, con questo particolare pellegrinaggio, si
inserisce in una scia iniziata dal suo predecessore, Giovanni Paolo II,
caratterizzata da una particolare attenzione nel mettere al centro la necessità
della Chiesa di riconoscere e chiedere, appunto, perdono per i misfatti
commessi nella storia. La svolta fu la bolla di indizione del Giubileo
dell’anno 2000: Giovanni Paolo II fece presente la necessità di una
«purificazione della memoria», chiedendo a tutti i cattolici «un atto di
coraggio e di umiltà nel riconoscere le mancanze compiute da quanti hanno
portato e portano il nome di cristiani». E’ vero che «la storia della Chiesa è
una storia di santità», ma «anche noi, figli della Chiesa, abbiamo peccato».
Pertanto, «come Successore di Pietro, chiedo che la Chiesa si inginocchi
dinanzi a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e presenti dei suoi
figli», e concluse: «I cristiani sono invitati a farsi carico delle mancanze da
loro commesse senza nulla chiedere in cambio». Benedetto XVI si è allineato: il
30 aprile 2009 incontrò proprio un gruppo di aborigeni canadesi vittime di
abusi in quelle esecrabili scuole residenziali. Benedetto XVI, ascoltando i
loro agghiaccianti racconti, espresse il proprio dolore, la propria
partecipazione e solidarietà, oltre alla «volontà della Chiesa di impegnarsi
seriamente nella riconciliazione», parola chiave usata da Papa Francesco nel
suo pellegrinaggio. Il gesto commosse tutti
i presenti. La commozione caratterizzò anche l’incontro che Benedetto XVI ebbe
con le vittime di abusi sessuali nella nunziatura di Rabat in occasione del suo
pellegrinaggio a Malta. All'inizio tutti hanno pregato in silenzio e in
ginocchio nella Cappella. Poi, il Papa ha avvicinato una per una, vicino
all'altare, le otto vittime di abusi, ascoltando le loro storie e le loro
attese. Alla fine hanno pregato tutti insieme e a voce alta e il Papa ha
impartito la sua benedizione appoggiando la sua mano sulla testa di ciascuno di
loro. Una di loro, profondamente commossa, rivelò di essersi sentita liberata
da un grande peso, e aggiunse: «Ora mi sento un cattolico convinto».
Precedentemente, Benedetto XVI, nella sua Lettera ai cattolici d’Irlanda, aveva
già espresso «vergogna e rimorso» alle vittime dei preti pedofili, accusando i
responsabili di aver «rovesciato vergona e disonore sui vostri confratelli», e
intimando loro non solo di consegnarsi ai «tribunali debitamente costituiti»,
ma anche di «fare personalmente ammenda per le vostre azioni». Altri incontri
nei quali l’allora pontefice chiese il perdono a nome di tutta la Chiesa furono
quelli con le vittime di abusi australiani e americani. Nel suo pellegrinaggio
nel Regno Unito, Benedetto XVI chiese nuovamente perdono: «E’ deplorevole che, in così marcato contrasto con
la lunga tradizione della Chiesa di cura per i ragazzi, questi abbiano sofferto
abusi e maltrattamenti ad opera di alcuni preti e religiosi»; un «vergognoso
abuso» che ha causato «profonde ferite nelle vittime ma anche nel rapporto di
fiducia che dovrebbe esserci fra sacerdoti e popolo» (18 e 19 settembre 2010).
Una pluralità di incontri e un momento nell’ambito di un pellegrinaggio papale
“classico”, per così dire. L’evoluzione più naturale l’ha, appunto, compiuta
Papa Francesco: un pellegrinaggio specificamente penitenziale, perfettamente in
linea con la scia tracciata dai suoi predecessori
R.M.
Nessun commento:
Posta un commento