UNO SCONTRO FRA IMPERIALISMI
Il voto dell’Assemblea Generale
dell’Onu del 12 ottobre contro le annessioni russe dei territori ucraini occupati
è stato, sostanzialmente, una replica di quello che il 4 marzo condannò l’invasione
russa del territorio ucraino. A difesa di Kiev, si aggiungono solamente due
Paesi (143 contro i 141 del 4 marzo), ma rimangono immutati i voti di chi
sostiene la Russia (sempre 40, con ancora 5 astenuti). I contrari alle mozioni
in difesa dell’Ucraina il 4 marzo erano stati Bielorussia, Corea del Nord,
Eritrea, Siria, oltre alla Russia. Il 12 ottobre sono stati gli stessi tranne l’Eritrea,
che si è astenuta, mentre il Nicaragua, che si era astenuto il 4 marzo,
stavolta ha votato contro la mozione dell’Onu. Ricordiamo che, nell’ultimo
periodo, il regime nicaraguense è diventato decisamente più repressivo. Tra gli
astenuti, hanno mutato la loro posizione rispetto al 4 marzo Angola, Bangladesh,
Iraq, Madagascar, Senegal (che si sono schierati a favore dell’Ucraina),
Nicaragua (schieratasi, come detto, contro Kiev) mentre si sono aggiunti Honduras,
Thailandia (il 4 marzo favorevoli all’Ucraina) ed Eritrea (contraria a Kiev il
4 marzo). Le altre variazioni, praticamente insignificanti, riguardano Paesi
che non hanno partecipato al voto. Riconfermiamo, pertanto, la nostra analisi
sul voto del 4 marzo (cf. https://robertomancinipv.blogspot.com/2022/07/guerrarusso-ucraina-il-punto_27.html):
se è vero che contro la Russia hanno votato la stragrande maggioranza dei Paesi,
dalla parte di Mosca, in sostanza, ne restano ancora 40 che rappresentano il
55,5% della popolazione mondiale e che fanno riferimento al gruppo dei BRICS (solo
il Brasile, tra i Paesi fondatori del “cartello”, ha ribadito la sua vicinanza
a Kiev) e, più ancora, a quello che sta diventando il suo braccio
politico-militare, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco). Si
consolida, pertanto, l’analisi di Papa Francesco (cf. https://robertomancinipv.blogspot.com/2022/10/ese-la-guerra-di-putin-fosse-unaltra.html):
più che a una guerra tra due Paesi, siamo di fronte a uno scontro fra
imperialismi, quello occidentale, liberale e democratico, a guida statunitense tramite
la Nato, e quello orientale, autoritario e repressivo, a guida cinese (nel
quale, ormai, la Russia, col suo imperialismo, è inglobata, dato che sopravvive
solo grazie al sostegno di questi Paesi), del quale la guerra russo-ucraina è
solo una tappa e che quasi certamente proseguirà con altri conflitti anche
qualora, come sarebbe auspicabile, questa guerra si dovesse chiudere.
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